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Feb
15

Eppure Phil l'aveva detto

Ogni anno è la stessa pantomima: il sindaco picchia alla porta con il suo bastone; tirano fuori il grosso topo; parlano con lui e il topone risponde.

Oggi, 2 Febbraio, alle 7.20 e 30 secondi, Punxsutawney Phil, il grande indovino, il pronosticatore dei pronosticatori, è emerso riluttante, allegro, a Punxsutawney in Pennsylvania. E ha annunciato in marmottese: “A essere sincero, ho visto un’ombra.”.
Il che significa altre sei settimane d’Inverno.

(Ricomincio da Capo | 1993)
 

Anche quest’anno, la marmotta americana Phil l’aveva detto: sei settimane d’Inverno.
Lo stesso avevano detto i servizi meteorologici di mezzo mondo.
E la maggior parte degli Stati stretti dalla morsa del gelo, hanno preso quelle precauzioni che andrebbero prese su ogni territorio minacciato da neve e ghiaccio.

Negli USA, nello Stato dell’Illinois, per evitare che l’immensa Chicago venga paralizzata dalla  neve, le autorità cittadine hanno individuato oltre 170 chilometri di strade lungo le quali, durante tutto l’Inverno, è assolutamente vietato parcheggiare. Accanto a queste ci sono poi altri 800 chilometri di strade nelle quali il divieto di parcheggio scatta quando il manto nevoso arriva a superare i 5 centimetri. La multa per i trasgressori è di circa 150 dollari, ma questo provvedimento permette di mantenere le strade aperte e percorribili da mezzi anti neve.

In Canada neve e ghiaccio non sono una novità. In molte cittadine canadesi, la gestione dell’emergenza avviene attraverso un sito web, che si occupa di individuare le vie prioritarie e quelle secondarie, nonché di coordinare gli interventi tra amministrazione e privati cittadini.

Quando minaccia neve, in Svezia tutti i mezzi di comunicazione rilasciano 8 volte al giorno bollettini meteo aggiornati, così da non cogliere impreparata la popolazione. Ogni amministrazione cittadina è dotata di mezzi con le ruote chiodate, e cannoni che possono sparare la neve aspirata dalle strade anche a decine di metri di distanza. Inoltre gli scambi ferroviari sono tutti riscaldati.

In Finlandia 2 o 3 metri di neve non sono un problema. Le strade sono sempre pulite, e in alcuni posti i marciapiedi sono addirittura riscaldati. Da Giugno a Dicembre ogni giorno è sempre un po’ più buio, arrivando fino al 22 Dicembre dove le ore di luce si riducono a 2 o 3. Quando non c’è luce, le temperature possono arrivare anche a – 40, ma la cosa non spaventa i Finlandesi che continuano tranquillamente a condurre la loro vita, andando a scuola e a lavoro.

Nella Russia siberiana la neve è di casa, e la temperatura invernale arriva a -50. Qui il collegamento via terra avviene anche attraverso i fiumi, che durante i mesi invernali si trasformano in vere autostrade di ghiaccio. I Siberiani, coperti perennemente di pellicce, si muovono senza farsi scomporre da neve e ghiaccio.

In Germania qualche disagio c’è, ma per le strade girano macchine rompighiaccio, cannoni che aspirano e sparano la neve, nonché macchine e trattori spazzaneve.

In Italia la situazione è diversa.
Qui non siamo abituati a temperature estreme, come quelle del Nord Europa e del Nord America.
Qui non siamo abituati a nevicate eccezionali, come i circa 280 cm di neve caduti nelle Marche quest’anno.
 


Secondo i primi raffronti meteo storici,
quella del 2012 è la situazioni più critica degli ultimi 112 anni, con una caduta neve superiore agli eventi registrati, nelle Marche, nel 1929 e nel 1956, ancora rimasti impressi nei ricordi della popolazione più anziana.

(Comunicato Stampa Regione Marche | 13 Febbraio 2012)
 

 

Di certo non siamo abituati a nevicate eccezionali, ma ogni anno qualche fiocco di neve torna sempre a sporcare lo stivale.

In questi casi l’Italia si spacca in due, tra efficienza e panico.

Mettiamo a confronto le misure adottate durante la nevicata di Febbraio 2012, da due città sulle quali sono caduti circa 20 cm di neve: Milano e Roma.

A Milano sono stati eseguiti due interventi di salatura preventiva (martedì 31 Gennaio dalle 21 all’una di notte, e mercoledì 1 Febbraio dalle 16 alle 20) con l’impiego di 204 mezzi, e un intervento di salatura e spazzaneve (iniziato alle 23.30 circa di mercoledì 1 Febbraio, ora d’inizio della nevicata, e proseguito a oltranza) con l’impiego di 281 mezzi.
Ripulite le strade, gli sforzi si sono concentrati sui marciapiedi.
Inoltre i Vigili di Quartiere hanno sollecitato commercianti, custodi e amministratori di condominio a tenere puliti i loro marciapiedi, informando dell’obbligo stabilito dal Regolamento di Polizia urbana e dall’ordinanza. La sanzione prevista è di 70 euro.
In tutto sono state sparse 1.700 tonnellate di sale.
Il piano neve ha funzionato bene, garantendo a tutti i cittadini la possibilità di andare a lavoro e a scuola.

A Roma il Sindaco Gianni Alemanno annuncia il 2 Febbraio la sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, per i giorni 3 e 4 Febbraio.
Lo stesso giorno il sindaco dichiara al giornale Roma Capitale News: Valuteremo giorno per giorno cosa fare.
Inizia a nevicare a Roma.
La mattina del 3 Febbraio le macchine iniziano a intrappolarsi nel Grande Raccordo Anulare.
La Protezione Civile proclama lo stato di allarme. Oltre alle scuole vengono chiusi gli uffici pubblici.
Il primo spazzaneve a entrare in azione si occupa di ripulire Piazza Venezia e Campidoglio. Le altre macchine hanno poi salato e ripulito le strade di Roma Nord Est e quelle nei dintorni degli ospedali (Policlinico Torvergata, Policlinico Casilino, Ospedale Sandro Pertini, Policlinico Umberto I).
A mezzanotte scatta l’obbligo di catene e/o gomme da neve.
La mattina del 4 Febbraio il sindaco Gianni Alemanno se ne esce con questo video:



Mentre Milano è quasi ripulita dalla neve, Roma è quasi paralizzata.

Le linee della metro funzionano a pieno regime, i bus in circolazione sono pochissimi e stracolmi, e c’è gente intrappolata da ore nei vagoni dei treni delle FS.
Roma non ce la fa.
Allora arriva l’esercito, ma Roma non ce la fa.

Alemanno fa distribuire pale a San Giovanni, a Piazzale della Radio, a Piazzale Clodio e a Piazza Bologna, invitando i Romani ad aiutare la città a liberarsi dalla neve.
Stiamo raschiando il fondo del barile, dice il Sindaco in trincea Gianni Alemanno.
La chiusura delle scuole è prolungata fino al 6 Febbraio.
Al Tg2 il Sindaco di Roma dichiara di essere stato male informato dalla Protezione Civile sulle previsioni meteo. Aggiunge che Roma è stata danneggiata e che ci sarà bisogno di una commissione d’inchiesta.
Il 5 Febbraio inizia la polemica.
A
Sky TG 24 Alemanno dice che da quando non c’è più Bertolaso quelli della Protezione Civile sono dei passacarte. Poi telefona alla trasmissione In ½ ora e si attacca col Capo della Protezione Civile Franco Gabrielli.
La polemica continua il 6 Febbraio su LA7 alla trasmissione IN ONDA. Poi è la volta di Porta a Porta.
Mentre il Sindaco Alemanno passa da un salotto televisivo all’altro, viene rinvenuto un cimitero di spazzaneve nel deposito dell’Ama di San Saba.
L’8 Febbraio escono i numeri: 1000 le tonnellate di sale sparso per le strade di Roma, e 250 i mezzi dedicati alla rimozione di neve e ghiaccio.
Il 9 Febbraio viene firmata l’ordinanza per una nuova chiusura delle scuole per il 10 e 11 Febbraio.


Intanto il Sole fa capolino su Roma, e ci pensa lui a rimuovere la neve.

Milano è pulita da un pezzo, mentre a Roma la neve si scioglie e continuano le polemiche.
La scusa è quella di una nevicata eccezionale di 20 cm, come se Roma non avesse mai visto un fiocco di neve.

Eppure nel Febbraio 2011 Roma era in bianco, solo che nessuno sembra ricordarlo.

E mentre la capitale si accende tra le polemiche per 20 cm, nel Sud Est della Provincia cittadine e paesi sono ricoperti da 80 cm di neve e molti disagi.
La gente rimane bloccata in casa, in molti casi per giorni interi senza luce, acqua e gas.

La gente abbandona le macchine sepolte nella neve, e si muove a piedi.

La gente prega in silenzio mentre inchinata spala la neve, senza sprecare fiato in polemiche.

I supermercati vengono assaltati come se ci fosse una nuova guerra mondiale. I prezzi di catene, pale e sale vanno alle stelle. Chi ha un Bobcat ci marcia, e chiede anche 200 Euro per rimuovere la neve.
La Protezione Civile non ce la fa.
A Palestrina si costituisce così la Protezione Incivile, un gruppo di ragazzi armati di pale che si mette gratuitamente a disposizione della collettività per rimuovere la neve. Non hanno tempo da perdere in chiacchiere, ma solo tempo e muscoli per spalare neve.
Spalano a Palestrina. Spalano a Olevano Romano. Spalano a Bellegra.
Quando arriva l’esercito, ormai non ce n’è quasi più bisogno.

Eppure Phil l’aveva detto.

Non rimane altro che abbandonare la macchina nella neve fino al 22 Marzo, e camminare sotto questo Sole di Primavera in attesa che spazzi via l’Inverno.

 

Enrico Maria Tomassi

 

 

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